Un’arte meravigliosa da coltivare fiduciosi giorno dopo giorno: le cose migliori richiedono tempo

È così, inutile pensare il contrario: la Danza non è un’attività come le altre, e i danzatori non sono degli atleti comuni. Perché la danza, innanzitutto, non è uno sport, bensì un’arte, e questo la allontana di gran lunga da tutte le altre attività che si propongono a noi e ai nostri figli. Come la pittura, la scultura, la musica, essa ha come scopo primario quello di suscitare emozioni, di arrivare al pubblico, di far vibrare nella platea corde immobili da troppo tempo. Il performer Christian Ginepro sostiene che l’artista sul palco può “commuovere”, nel momento in cui il pubblico accetta di lasciarsi andare, letteralmente di “muoversi con” il personaggio sul palcoscenico che lo guida attraverso le emozioni. Nel contempo, però, tutto questo deve essere supportato da una tecnica impeccabile e da abilità atletiche strabilianti. Solo la commistione e il calibrato equilibrio di questi due aspetti può dare origine all’arte della danza. Come affermò il danzatore Antonio Gades, “La danza non è un esercizio. È uno stato dell’anima che esce attraverso il movimento”. Eppure, si tratta di un’enorme fatica per creare l’illusione della semplicità, di una continua ricerca della perfezione, che prevede, più di ogni altra attività, una conoscenza e una padronanza del proprio corpo impeccabili. 

Quando un bambino e i suoi genitori si avvicinano allo studio della danza, molto spesso hanno impressa l’immagine delle bellissime ballerine della TV, o del fisico scultoreo dei più grandi danzatori volteggiare sui palcoscenici più prestigiosi del mondo. Ed ecco però che di quei volti sorridenti, truccati e perfetti dello schermo, o delle ballerine eteree con indosso punte e tutù, in sala di danza non c’è traccia. Si troverà invece un gruppo di allievi dove ognuno studia al massimo delle proprie possibilità, dove si suda e si fatica tanto, dove lo specchio non perdona il minimo errore, dove l’insegnante corregge e corregge ancora, come se non fosse mai abbastanza. E, purtroppo o per fortuna, è proprio così. Benvenuti nel meraviglioso mondo della danza vera, con le sue luci puntate e i diademi sul capo, ma anche con le sue delusioni, i fallimenti e il sangue dalle dita dei piedi. La danza non perdona passi falsi, è il risultato di ore, mesi e anni alla ricerca di un movimento che, prima o poi, verrà. Nessuno può stabilire con certezza quel momento, un giorno succederà e basta. E quel giorno regalerà una soddisfazione immensa. Ma fino ad allora, ad un occhio meno attento, ad un genitore troppo superficiale, sembrerà che in sala di danza non si progredisca, o almeno non abbastanza, poiché non si vedono, dall’esterno, risultati immediati. 

In un mondo del “tutto e subito”, purtroppo, siamo stati abituati da programmi TV e talent show a credere di poter “imparare a danzare” e diventare celebri in pochi mesi. Che sia chiaro, la danza è per tutti, ma di certo i tempi in cui il corpo impara i movimenti corretti sono di gran lunga più dilatati. E purtroppo, questa discrepanza tra aspettativa e realtà porta tanti bambini, ragazzi e genitori poco determinati ad abbandonare questa disciplina quando i risultati non arrivano subito come si sperava. Altre attività, ugualmente nobili, danno la possibilità di godere di risultati molto più appariscenti in minor tempo, si pensi ad esempio al tempo in cui si può imparare ad eseguire una ruota, una verticale o vincere una partita con la propria squadra. Certo, sono soddisfazioni che spingono ad andare avanti, a pensare di “essere paticolarmente portati” per quella disciplina. Non per questo sono attività meno faticose, tutt’altro, ma sicuramente sono anche più gratificanti nell’immediato. 

Nella danza classica, imparare a mantenere la postura corretta è il principale obiettivo di ogni scuola che si rispetti, per tutti gli studenti, prima ancora di imparare ad eseguire una pirouette. Dall’esterno, un occhio poco esperto potrebbe non notare quanto questo minuzioso lavoro su se stessi sia complesso. Eppure la corretta postura deve essere un principio acquisito prima di meritare le prime scarpe da punta con il gesso, quelle indossate con apparente facilità dai nostri idoli, e che tuttavia figlie e genitori vorrebbero indossare/vedere indossate fin dal primo anno di studio. Ebbene, non funziona così, se la scuola di danza è seria. La muscolatura dovrà essere pronta a sostenere quel tipo di movimenti, e prima di vedere evoluzioni da togliere il fiato dovranno passare parecchi anni. 

Per concludere, care mamme, cari papà, sappiate che la danza è un universo immenso e bellissimo. Se i vostri figli vi chiedono di iscriverli a danza siete privilegiati, perché avete generato persone estremamente sensibili. La danza è in primis una scuola di vita, una disciplina che gli insegnerà a non arrendersi alla prima difficoltà, a provare e riprovare fino al conseguimento dell’obiettivo. Ma se pretendete di vederli piroettare in punta o volteggiare come Roberto Bolle in pochi mesi o in pochi anni, forse non avete capito di che cosa si tratta realmente la Danza, e non volete vedere tutto l’universo che sta dietro le quinte. Vi svelo un segreto. Vi dico perché i danzatori sono tutti così belli e così bravi: ognuno di loro si è costruito una determinazione incredibile, superando nel corso degli anni innumerevoli difficoltà per diventare le stelle che oggi risplendono. 

Elisa Pravettoni

Elisa Pravettoni

Membro del Consiglio Internazionale della Danza (CID) c/o Unesco. Insegnante certificata di Danza Classica RAD RTS (Royal Academy of Dance)